Valentina. Io ti vedo. Voyerismo glam rock nello spot di Valentino parfume firmato Johan Renck
Lo spot del profumo Valentina, nuova fragranza firmata V maiuscola, mi fa pensare che grandi cambiamenti stiano avvenendo nella maison. Per carità, lo stile è immutato, stessa è la cura preziosa nei dettagli, il target è ovviamente altissimo. Cambiano invece le clienti, evidentemente. La diva statuaria e iconica, perfetta e algida non tira, o forse non esiste più.
Chiuri e Piccioli la vedono lunga e dirigono il loro messaggio a quella schiera di giovani ereditiere viziate e un po’ parvenue che popolano i magazine di gossip e i programmi via satellite. Lo fanno con classe, non c’è che dire, e affidano lo spot della nuova eau de toilette alla regia di Johan Renck e alla fotografia cupa e calda di David Sims.
Ma godiamoci il film: Renck fa scorrere in un 35 mm tutta la casistica un po’ scontata del glamour italiano: c’è stile, c’è ricchezza borghese, c’è etichetta e buona educazione. E c’è la musica. Non ci resta che seguire la protagonista attraverso le parole raschiate e insolenti di Conte: “… via, vieni via con me”… Roma è una bolla di vetro umida e calda. Nel palazzo signorile di Valentina tutto è pronto per festeggiare il suo compleanno. Una parata felliniana di pizzi, dame sorridenti, piume e sguardi sensuali. Un’enorme torta di panna bianchissima. I musicisti fremono: manca solo lei.
“Via, via non perderti per niente al mondo lo spettacolo d’arte varia di uno innamorato di te… it’s wonderful…” insinua Conte.
Valentina non ha nessuna intenzione di festeggiare il suo compleanno, perlomeno non in quel modo. Non se lo fa dire due volte, infila un abitino in chiffon trasparente sul corpo nudo e salta dalla finestra. Notare che scappa di casa senza mutande e senza borsetta. Un bel risparmio di tempo e denaro, Ça va sans dire.
“Valentina” ripete ossessivamente la balia, che la chiama invano spalancando porte in legno intarsiato. “Valentina” urlano i giornalisti appostati fuori dalla villa, che la vedono sparire nella notte. “Valentina, Valentina” ripete la voce metallica del megafono sputata fuori da un elicottero roteante sul cielo della Capitale.
Tutti la cercano, solo noi sappiamo dove è. Con una ripresa ai limiti del voyerismo vediamo la giovane ereditiera infilarsi in una folle masquerade, per poi allontanarsi in macchina mentre si bacia con un ragazzo conosciuto in fondo alla notte romana. La perdiamo di vista, fino alle prime luci dell’alba, quando torna a casa, sorridente, pazzerella.
La maison sceglie Freja Beha come testimonial. Modella d’eccezione, onnipresente e pluridesiderata, bellissima, androgina, magrissima, ipertatuata, piercing nel capezzolo, vita dissoluta, diverse relazioni lesbo all’attivo. Perfetta rappresentante delle rampolle annoiate che appena escono da casa collezionano aborti e storie di droga, per poi venire riacchiappate dalla famiglia dopo pochi anni, ripulite da tatuaggi e buchi, rivestite, disintossicate e fatte sposare a un buon partito. Chissà se anche lei, come la ribelle Kate, non abbia una svolta di stile a 40 anni e si presenti all’altare indossando un borghesissimo abito bianco…









